30-6-2018

Estratto dal mio intervento di verifica alla riunione degli eletti Pd e del direttivo del PD.

Il bilancio del primo anno da consigliere Municipale è assolutamente positivo.

E’ un Municipio complesso sia per numero di abitanti che  per ampiezza del territorio e per la presenza di significativi insediamenti e servizi per la città. E’ paragonabile al Comune di Savona o ad altri Comuni Italiani.

Ringrazio il Presidente Mario Bianchi per lo spazio e la fiducia che mi ha riservato e tutti i consiglieri esperti, in primis il capogruppo, per la formazione che stanno facendo verso noi nuovi eletti. Ringrazio tutti i consiglieri, di maggioranza e minoranza, per la passione ed il lavoro che stanno svolgendo.

Il clima sia nel gruppo pd che in maggioranza è buono e collaborativo.  Anche con gli altri consiglieri il lavoro svolto è buono e siamo riusciti a procedere entrando nel merito delle questioni, affrontando i problemi senza preconcetti e quasi sempre operando all’unanimità perché si agisce sempre nell’interesse del cittadino.

Sono membro della Commissione 3 per i servizi alla persona, servizi civici, cultura sport e tempo libero, gestione patrimonio ed ho la delega alle scuole e la delega per commissione canoni.

I municipi hanno meno budget del passato ridotto a 282.000€ l’anno per interventi ordinari e straordinari. Una goccia in un mare di esigenze. Già con la presentazione a febbraio a Palazzo Rosso del piano triennale avevamo capito che il Comune aveva intenzione di accentrare gli interventi e la certezza di questa impostazione è giunta a giugno con una circolare nella quale si accentrano anche le comunicazioni dei Municipi sul Comune.

Viene posta in discussione la funzione dei Municipi che era già stata affrontata anni prima con le giunte Doria e Vincenzi ed era sfociata in una proposta di modifica realizzata proprio da Sestri ma non affrontata per dissidi interni alla maggioranza.

Io ero già convinto che la nostra è e deve essere una città policentrica. Ora che sono stato eletto ed ho toccato con mano le problematiche ne sono ancora più convinto perché il Municipio è fondamentale nella gestione dei problemi quotidiani del territorio, nell’ascolto delle esigenze locali, nella gestione delle emergenze, degli eventi.

Le risorse umane che lavorano nel Municipio sono insufficienti per garantire un servizio adeguato alla cittadinanza. Numerose funzioni operano sotto organico, la polizia locale è sottodimensionata, non risponde al Municipio che non contribuisce a porre obiettivi locali da raggiungere, non ci sono giardinieri ed Aster interviene sul territorio senza coordinamento con il Municipio. Servono strumenti più adeguati per governare il territorio ed è necessaria una revisione radicale del regolamento che norma i Municipi.

Sono consapevole che la Giunta del Municipio Medio Ponente sta supplendo alle carenze di progetti ed idee che i dipartimenti del circolo di Sestri e Cornigliano avrebbero dovuto e potuto portare e che invece faticano ad elaborare. Spero di avere il tempo per far crescere persone, in particolare giovani, in grado di poter portare un contributo più costante e qualitativo al Municipio.

Ci vogliono strumenti più adeguati di quelli che abbiamo per governare un territorio di 62.000 abitanti e di oltre 2000 ettari.

Abbiamo iniziato il nostro percorso con tante speranze, memori dei buoni propositi profusi dall’attuale giunta in Comune, enunciati in campagna elettorale sulla macchina amministrativa e sul decentramento.

Quando si è passati dalle vecchie Circoscrizioni ai nuovi Municipi, con l’elezione diretta del Presidente, è stata definita solo la normativa di dettaglio ma poi, in sostanza, tutto è rimasto praticamente fermo.

Non si è ragionato su come definire al meglio la divisione delle competenze tra l’Amministrazione Centrale e questi nuovi Municipi, su come assicurare a questi ultimi una maggiore autonomia di Bilancio, su come intervenire per migliorare una struttura amministrativa inefficiente e obsoleta, nell’architettura e nelle dotazioni.

Non intervenendo su questi elementi, si sono consolidate negli anni inadeguatezza ed inefficienze  e prestato il fianco per radicali cambiamenti tesi all’accentramento.

Ed ora, peggio del peggio, la nuova amministrazione tende ad accentrare ogni competenza, ad eliminare risorse aggiuntive, a gestire ogni situazione solo attraverso l’organo centrale che, a sua discrezione, decide dove e come intervenire, spesso senza comunicare alle istituzioni locali quanto deciso.

Nulla di più sbagliato. Il decentramento è una risorsa per tutti a prescindere dal colore della Giunta in carica.

Si fa buona amministrazione, oggi, se si riesce a far ripartire la macchina amministrativa, anche governando con le poche risorse economiche a disposizione, ma avendo una buona autonomia e gestione sui territori, restituendo la fiducia nelle istituzioni e costruendo con la gente un nuovo patto politico e sociale, nel rispetto dei ruoli, delle regole e della legalità.

Voglio rivendicare con orgoglio il ruolo svolto dai municipi in quest’anno.
Rappresentano un elemento di stabilità, in un clima di fragilità della politica, i municipi sono dei puntelli con il loro lavoro; agiscono da sentinelle, mantenendo aperto il dialogo con i cittadini.

Oggi i presidenti non hanno il potere reale di amministrare i loro territori.
Noi dobbiamo evitare che questo trasformismo amministrativo si compia con l’accentramento, altrimenti non andremo da nessuna parte.

Oggi, non avendo la possibilità di gestire risorse e mezzi i Municipi perdono sistematicamente il controllo nello stesso istante in cui si scontrano con la realtà, diventando in sostanza inutili.

Perché ciò non avvenga, è fondamentale equilibrare il rapporto funzioni e risorse per far sì che l’istituzione del Municipio ed i suoi componenti abbiano una ragione di esistere.

La speranza che il Sindaco e la Giunta apra alle nostre richieste è una questione di sopravvivenza sociale, rendendosi disponibili ad una modalità di confronto più partecipata e concertata, che consenta di pianificare il bilancio di Comune e Municipi valorizzando concretamente le autonomie di questi ultimi.

Tra il dire e il fare c’è di mezzo Bucci, anche se in fondo si chiede semplicemente di ricreare le condizioni per permettere d’investire direttamente nei propri territori, a chi il proprio territorio lo conosce davvero, prima che il nostro Municipio, insieme con gli altri otto, si trasformi in una bellissima stanza desolatamente vuota …